Informativa privacy
Questa pagina spiega quali dati raccogliamo, perché, a chi arrivano e cosa puoi chiederci. È scritta per essere letta, non per essere superata.
Ultimo aggiornamento: 22 agosto 2026.
Chi tratta i tuoi dati
Il titolare del trattamento è NEW MULTISERVICE S.R.L.S., di cui Lirava è il marchio commerciale.
- Sede legale: Via Michele Fiano 3, Vico 1 — 81022 Casagiove (CE), Italia
- P. IVA e Codice Fiscale: 04736640618
- REA: CE — 350852
- PEC: newmultiservices@pec.it
Per qualunque cosa riguardi i tuoi dati scrivi a privacy@lirava.it. È l’indirizzo dedicato: ti rispondiamo senza ritardo e comunque entro un mese.
Alla data di questa informativa non ricorrono i presupposti che ci obbligherebbero a nominare un Responsabile della protezione dei dati (art. 37.1 GDPR). Le tue richieste le gestiamo direttamente all’indirizzo qui sopra.
Se prenoti un soggiorno
Raccogliamo nome e cognome, email, le date e il numero di ospiti. I dati della carta non passano da noi: li tratta direttamente Stripe.
Il numero di telefono non te lo chiediamo più: serviva quando l’assistenza viaggiava su WhatsApp, e oggi non lo useremmo per niente. Se hai prenotato prima e ce l’hai lasciato, resta dov’è e vale quanto scritto più sotto.
Perché: per darti la prenotazione che hai chiesto e gestirla fino alla fine del soggiorno. Base giuridica: l’esecuzione del contratto (art. 6.1.b GDPR). Senza questi dati non possiamo prenotare.
Se attivi Nino, l’assistente al viaggio
Nino è facoltativo. Se non lo attivi, la tua prenotazione e il prezzo restano identici.
Se lo attivi, trattiamo il tuo nome di battesimo, i dati del soggiorno (struttura, indirizzo, città, CIN, date, numero di ospiti), il tuo identificativo Telegram e il contenuto dei messaggi che vi scambiate.
La chat la apri tu, dal link che trovi sulla pagina di conferma: su Telegram un assistente non può aprire la conversazione, e finché non usi quel link Nino non tratta nessun dato tuo su quel canale. Il link è personale e vale solo per questo soggiorno: chi lo apre vede i dati della tua prenotazione, quindi non condividerlo.
Nino risponde soltanto a chi ha prenotato. Se lo trovi su Telegram e gli scrivi senza avere una prenotazione con noi, ti risponde per dirti che non può assisterti, anche se scrivi più volte: il contenuto dei tuoi messaggi non viene mai trattato e non ne resta traccia. Nel registro tecnico restano l’identificativo della chat e il nome utente Telegram, che Telegram ci trasmette insieme al messaggio.
Base giuridica: il tuo consenso, sia per il servizio (art. 6.1.a GDPR) sia per il trasferimento dei dati fuori dall’Unione (art. 49.1.a GDPR).
Puoi ritirarlo quando vuoi, scrivendo STOP nella chat con Nino oppure a privacy@lirava.it. Da quel momento Nino non ti manda più messaggi di propria iniziativa. Ritirare il consenso non rende illecito quello che abbiamo fatto prima, e non tocca la tua prenotazione.
Nel momento esatto in cui spunti la casella, registriamo anche data e ora, il tuo indirizzo IP e il browser che stai usando: servono solo a dimostrare che quel consenso è stato prestato davvero, in quel momento. Non li usiamo per altro e non li incrociamo con nulla. Se non dai il consenso, non li registriamo affatto. Finiscono nel registro dei consensi, con il termine di 10 anni che trovi più sotto.
Se ti iscrivi come host
Per la lista d’attesa host raccogliamo email, tipo di attività e area, con il tuo consenso e con conferma dall’email: se non confermi, non ti scriviamo e non conserviamo i dati. Ti disiscrivi dal link in fondo a ogni email. Anche qui registriamo data, ora, indirizzo IP e browser del momento in cui presti il consenso, per lo stesso motivo — dimostrare che l’hai prestato — e con lo stesso termine: finiscono nel registro dei consensi, che teniamo 10 anni.
Se poi pubblichi un alloggio, raccogliamo i dati fiscali e di pagamento (codice fiscale o P. IVA, indirizzo, dati del conto). Qui la base giuridica non è il consenso ma un obbligo legale (art. 6.1.c GDPR): la normativa DAC7 impone alle piattaforme di comunicarli all’Agenzia delle Entrate.
A chi arrivano i tuoi dati
Non vendiamo i tuoi dati. Una parte dei tuoi dati la tratta, per nostro conto e come responsabile, solo chi ci serve per far funzionare il servizio:
- Stripe — incasso dei pagamenti e verifica dei dati di payout degli host. Per gli obblighi antiriciclaggio e antifrode che la legge impone a lui, Stripe decide in proprio.
- Resend — invio delle email di servizio (conferme, disdette, avvisi).
- Anthropic — il modello che genera le risposte di Nino: per rispondere legge il contenuto dei messaggi e i dati del soggiorno.
- Supabase — il database dell’assistente, su server nell’Unione Europea (Francoforte).
- Hetzner Online GmbH — i server su cui gira il servizio, nell’Unione Europea.
Chi invece tratta i tuoi dati per conto proprio
Due soggetti non lavorano per noi: decidono da sé come trattare i dati, e noi non abbiamo il potere di imporglielo. È giusto che tu sappia la differenza, perché cambia a chi devi rivolgerti.
- Telegram — se attivi Nino, la chat viaggia sull’app Telegram. Telegram è un titolare autonomo, con una propria informativa e proprie regole: con lui non abbiamo alcun contratto che ci permetta di dirgli come trattare i tuoi dati. Quello che scrivi nella chat lo tratta anche lui, secondo la sua policy.
- L’host che ti ospita — riceve i dati minimi per accoglierti, e da lì in poi risponde in proprio dei suoi adempimenti (comunicazione degli ospiti alla Questura, ISTAT, tassa di soggiorno). Noi non raccogliamo i tuoi documenti d’identità.
Oltre a loro, i tuoi dati possono arrivare alle autorità, quando la legge ce lo impone.
I dati che escono dall’Unione Europea
Va detto chiaramente, perché cambia il livello di tutela che puoi aspettarti. E i due casi qui sotto non sono uguali.
Telegram — qui una rete di sicurezza non c’è
Telegram archivia in data center nei Paesi Bassi i dati di chi si è registrato dall’Unione Europea, ma le società che decidono su quei dati stanno fuori dall’Unione e da lì vi accedono: la capogruppo Telegram Group Inc., nelle Isole Vergini Britanniche, e Telegram FZ-LLC, a Dubai (Emirati Arabi Uniti). Per nessuno dei due Paesi la Commissione europea ha adottato una decisione di adeguatezza, e con Telegram non abbiamo, né possiamo avere, un contratto che offra garanzie equivalenti: Telegram non lo stipula con chi realizza assistenti come Nino.
Vuol dire che per questa parte non esiste una rete di sicurezza contrattuale: i tuoi dati possono essere soggetti a leggi extra-europee, incluso l’accesso delle autorità locali, e una tutela ottenuta in Europa può essere più difficile da far valere fuori dall’Unione. Restano però fermi i tuoi diritti: Telegram ha designato un rappresentante nell’Unione ai sensi dell’art. 27 GDPR (European Data Protection Office — EDPO, Avenue Huart Hamoir 71, 1030 Bruxelles), e puoi comunque rivolgerti all’autorità di controllo dello Stato UE in cui risiedi e al giudice del tuo Stato di residenza (artt. 77 e 79 GDPR). Il trasferimento avviene solo sulla base del tuo consenso esplicito, prestato dopo aver letto questo rischio (art. 49.1.a GDPR). Se preferisci evitarlo, non attivare Nino: non perdi nient’altro.
Gli altri — qui le garanzie contrattuali ci sono
Escono dall’Unione anche questi dati, ma con un contratto a coprirli:
- Resend (Stati Uniti) — l’indirizzo email e i dati che compaiono nelle email di servizio.
- Anthropic (Stati Uniti) — il contenuto dei messaggi e i dati del soggiorno, per generare le risposte di Nino.
- Stripe e Supabase — i dati possono essere trattati anche da società del gruppo fuori dall’Unione.
Per tutti questi il trasferimento si fonda sulle clausole contrattuali tipo approvate dalla Commissione europea (decisione di esecuzione UE 2021/914, art. 46.2.c GDPR). Puoi chiedercene copia scrivendo a privacy@lirava.it.
Per quanto teniamo i tuoi dati
- Prenotazione: i dati che servono a contabilità e fisco (chi ha prenotato, cosa, quanto) per 10 anni dall’ultima registrazione contabile. Gli altri — per esempio il numero di ospiti — 30 giorni dopo la fine del soggiorno.
- Chat con Nino (messaggi, identificativo Telegram): fino a 30 giorni dopo la fine del soggiorno. Se ritiri il consenso prima, entro 30 giorni dalla revoca.
- Telefono (solo per le prenotazioni fatte prima del 22 agosto 2026, quando lo chiedevamo): 30 giorni dopo la fine del soggiorno.
- Lista d’attesa host: fino a quando ti disiscrivi, e comunque non oltre 24 mesi dall’ultimo contatto. Senza conferma via email non conserviamo nulla.
- Dati fiscali host (DAC7): per il tempo imposto da quella normativa e dagli obblighi fiscali.
- Registro dei consensi e prova del consenso (data e ora, canale, identificativo della chat, indirizzo IP e browser): 10 anni dalla revoca o dalla fine del rapporto — il perché è qui sotto.
- Registro tecnico degli eventi: per sicurezza e per prova registriamo che un evento è avvenuto — data, tipo di evento, identificativo della chat e nome utente Telegram. Dei messaggi restano soltanto la lunghezza e una sigla ricavata dal testo: serve a distinguere un invio dall’altro, il testo non ci sta dentro, e non è una cifratura. Le parole che vi scrivete non finiscono qui. È un registro in sola scrittura: non possiamo modificarlo né cancellarne singole righe, per lo stesso motivo per cui non possiamo modificare il registro dei consensi. Lo teniamo 24 mesi.
Il registro dei consensi
Una cosa che devi sapere, perché è l’unico punto in cui una tua richiesta di cancellazione non cancella tutto.
Quando dai o ritiri un consenso, la traccia di quel gesto — data e ora, il canale, l’identificativo della chat, e l’indirizzo IP e il browser di quel momento — finisce in un registro che non possiamo modificare: se potessimo cambiarlo non proverebbe più niente. La legge ci chiede di essere in grado di dimostrare che il consenso c’è stato (art. 5.2 e 7.1 GDPR), e possiamo tenere questa traccia anche dopo una richiesta di cancellazione perché ci serve per difenderci se un domani qualcuno contestasse quel consenso (art. 17.3.b e 17.3.e GDPR).
La conserviamo per 10 anni dalla revoca o dalla fine del rapporto, poi la eliminiamo. Base giuridica di questa conservazione: il nostro legittimo interesse a difenderci in un eventuale contenzioso (art. 6.1.f GDPR).
Tutto il resto — i messaggi, il telefono, gli altri tuoi dati — lo cancelliamo su tua richiesta. Scrivi a privacy@lirava.it: la cancellazione la eseguiamo a mano, e ti confermiamo per iscritto quando è fatta, entro i termini che trovi qui sopra.
Cookie e decisioni automatiche
Usiamo solo cookie tecnici, quelli senza cui il sito non funziona (per esempio tenere aperta la sessione nell’area host). Alla data di questa informativa non abbiamo attivo nessun sistema di analitica né di tracciamento pubblicitario. Se un domani lo attiveremo, te lo chiederemo con un banner in cui rifiutare sarà facile quanto accettare.
Nino risponde usando un modello di intelligenza artificiale, ma nessuna decisione che ti riguarda viene presa in automatico: non decide prezzi, non accetta e non rifiuta prenotazioni (art. 22 GDPR).
Per prenotare serve essere maggiorenni, perché si firma un contratto. Il consenso a un servizio come Nino, in Italia, è invece valido dai 14 anni: sotto quell’età non raccogliamo consapevolmente dati, e se ci accorgiamo che è successo li cancelliamo.
Cosa puoi chiederci
Scrivendo a privacy@lirava.it puoi chiederci di:
- sapere quali dati abbiamo su di te e averne copia (accesso);
- correggere quelli sbagliati o incompleti (rettifica);
- cancellarli (cancellazione);
- congelarne l’uso mentre discutiamo (limitazione);
- riceverli in un file leggibile o farli passare a un altro fornitore (portabilità);
- opporti ai trattamenti fondati su un nostro legittimo interesse, quando ce ne sono;
- ritirare un consenso già dato, in qualsiasi momento.
Rispondiamo senza ritardo e comunque entro un mese. Se la richiesta è complessa, possiamo prenderci fino a due mesi in più: te lo diciamo entro il primo mese, spiegandoti perché (art. 12.3 GDPR). Se decidiamo di non dare seguito alla tua richiesta, te lo diciamo comunque entro un mese, con il motivo, e ti ricordiamo che puoi fare reclamo al Garante o rivolgerti al giudice.
Se pensi che stiamo sbagliando
Prima scrivici: nella maggior parte dei casi si risolve. Se non ti basta, puoi proporre reclamo all’autorità di controllo italiana o, in alternativa, ricorso all’autorità giudiziaria (artt. 77 e 79 GDPR).
Garante per la protezione dei dati personali
Piazza Venezia 11, 00187 Roma — centralino 06.696771
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